Strategie dell’UE per lo sviluppo sostenibile
STRATEGIE DELL’UNIONE EUROPEA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
L’Unione europea ha svolto un ruolo decisivo nella realizzazione dello sviluppo sostenibile, a partire dalla Prima Strategia dell’UE in materia di Sviluppo Sostenibile adottata dal Consiglio europeo di Göteborg del 2001, riesaminata negli anni a venire, fino all’elaborazione di nuovi indirizzi nel 2009.
Nel 2015, l’UE ha allineato le proprie politiche agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, rafforzando il legame tra crescita economica e sostenibilità ambientale.
L’Unione ha dunque contribuito in maniera decisiva alla definizione dell’Agenda 2030, impegnandosi, insieme agli Stati membri, a guidarne anche l’attuazione, mediante l’integrazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile nelle politiche comunitarie.
Nel novembre 2016 la Commissione europea, con la Comunicazione COM (2016) 739 “Le prossime tappe per un futuro europeo sostenibile”, ha illustrato il suo approccio strategico per l’attuazione dell’Agenda 2030, delineando le priorità strategiche e sottolineando come tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda trovassero già riscontro nelle politiche dell’Unione.
Facendo seguito a tale Comunicazione, nel gennaio 2019 la CE ha presentato un nuovo, importante Documento di riflessione sull’Agenda 2030 dal titolo “Verso un’Europa sostenibile entro il 2030”, con cui ha confermato l’impegno dell’UE per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, anche in relazione all’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, e preparato il terreno per una strategia globale dell’UE per gli anni 2019-2024.
Con l’avvio della Commissione presieduta da Ursula von der Leyen, l’Agenda 2030 è divenuta centrale nell’azione politica dell’Unione europea, che si è concentrata su iniziative di ampio respiro e di grande impatto, come il Green Deal europeo.
Al nuovo corso “verde” inaugurato dalla prima Commissione von der Leyen ha fatto seguito, più recentemente, la Visione per l’agricoltura e l’alimentazione, la quale, riconoscendo il ruolo essenziale degli agricoltori nelle nostre vite e puntando a rafforzare la competitività e l’attrattività del settore agroalimentare, non rinuncia a garantire la competitività e la sostenibilità a lungo termine del settore agricolo e alimentare dell’UE.
Green Deal europeo
Il Green Deal europeo è la strategia di crescita dell’UE. Lanciato dalla Commissione europea nel 2019, consiste in un pacchetto di iniziative strategiche che hanno avviato l’Unione sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Si tratta del contributo dell’UE all’Accordo di Parigi, che l’Unione e tutti i suoi Stati membri hanno ratificato e che ha stabilito l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.
Il Green Deal sostiene la trasformazione dell’UE in una società equa e prospera con un’economia moderna e competitiva.
Sottolinea la necessità che tutti i settori di intervento contribuiscano alla lotta contro i cambiamenti climatici. La strategia sostiene misure in vari comparti economici tra cui l’energia, i trasporti, l’industria, l’agricoltura, la finanza sostenibile e altri ancora.
Oltre a puntare alla neutralità climatica, gli obiettivi del Green Deal riguardano in particolare:
- Economia circolare: nuovo modello economico in cui i prodotti sono riutilizzati, riparati e riciclati, riducendo i rifiuti e conservando le risorse;
- Industria pulita: promozione di industrie più pulite, più sostenibili e più efficienti sul piano energetico che prosperino nei mercati dell’UE e mondiali;
- Ambiente più sano: piano per ripristinare la natura e adoperarsi per l’azzeramento dell’inquinamento in modo da garantire un ambiente sano per le generazioni future;
- Giustizia ed equità climatica: piano per rendere la transizione equa e inclusiva, in modo da aiutare le persone più colpite dalla transizione e non lasciare indietro nessuno;
- Agricoltura più sostenibile: pratiche agricole più verdi per proteggere l’ambiente, fornendo nel contempo alimenti sani e a prezzi accessibili.
Un sistema alimentare UE sostenibile, resiliente e sano
Il comparto agroalimentare rappresenta un importante settore economico dell’UE, che dipende fortemente dall’ambiente, ma ha anche un impatto considerevole su di esso.
La produzione alimentare e la sua catena di approvvigionamento sono una fonte di emissioni di gas a effetto serra che causano cambiamenti climatici (un terzo delle emissioni di gas serra a livello mondiale proviene dai sistemi alimentari e l’agricoltura è responsabile di quasi l’11% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione).
L’agricoltura intensiva può causare il degrado del suolo e la perdita di biodiversità a causa della deforestazione, dell’uso di pesticidi e di altre pratiche che non rispettano l’ambiente.
L’UE sta trasformando le modalità di produzione e di consumo degli alimenti in Europa per:
- rendere l’agricoltura e i sistemi alimentari più sostenibili;
- rafforzare la resilienza alle crisi;
- continuare a garantire che gli alimenti siano sani e a prezzi accessibili.
Tramite la promozione di pratiche sostenibili, la riduzione delle emissioni e dell’inquinamento e il rafforzamento della biodiversità, l’UE si adopera a favore di un sistema alimentare resiliente ai cambiamenti climatici e rispettoso dell’ambiente.
L’Unione europea intende inoltre migliorare il benessere degli animali, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, promuovere un consumo alimentare più sostenibile e regimi alimentari sani, nonché combattere le frodi alimentari nella catena di approvvigionamento.
Un’altra sfida è rappresentata dall’uso eccessivo di pesticidi e antimicrobici in agricoltura, con gravi conseguenze per l’ambiente e la salute, che causa inquinamento idrico, degrado del suolo e sviluppo della resistenza antimicrobica.
Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, il 60-70% dei suoli dell’UE è considerato non sano. Il suolo impoverito e gli ecosistemi agricoli degradati hanno una capacità più limitata di produrre alimenti.
Strategia Farm to Fork (Dal produttore al consumatore)
La Commissione europea ha presentato la strategia “Dal produttore al consumatore” nel maggio 2020 quale una delle azioni chiave del Green Deal europeo. La strategia, che contribuisce al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, vuole far sì che l’attuale sistema alimentare dell’UE diventi un modello sostenibile.
I suoi obiettivi principali, tra cui sono indicati in via prioritaria la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare e la sicurezza degli alimenti, sono i seguenti:
- garantire alimenti nutrienti, in quantità sufficiente e a prezzi accessibili entro i limiti del pianeta;
- dimezzare l’uso di pesticidi e fertilizzanti e le vendite di antimicrobici;
- aumentare la superficie di terreni destinati all’agricoltura biologica;
- promuovere un consumo alimentare e regimi alimentari sani più sostenibili;
- ridurre le perdite e gli sprechi alimentari;
- combattere le frodi alimentari nella catena di approvvigionamento;
- migliorare il benessere degli animali.
Tra le principali iniziative nell’ambito della strategia “Dal produttore al consumatore” è possibile menzionare:
- Piano d’azione per l’agricoltura biologica che delinea una serie di azioni volte a potenziare l’agricoltura biologica nell’UE. Suo principale obiettivo è incrementare la produzione biologica fino a raggiungere il 25% di superficie agricola ad essa destinata entro il 2030;
- Piano per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare che, sulla scorta della vulnerabilità della catena alimentare europea rispetto a gravi problemi di approvvigionamento riscontrate durante la crisi innescata dal Covid-19, contiene misure volte ad aiutare l’UE ad affrontare sfide quali eventi meteorologici estremi, questioni relative alla salute delle piante e degli animali e carenze di importanti mezzi di produzione, come fertilizzanti, energia e manodopera;
- Norme globali in materia di sicurezza alimentare, con la richiesta di una maggiore integrazione delle considerazioni in materia di sostenibilità nei lavori della commissione del Codex Alimentarius;
- Sequestro del carbonio nei suoli agricoli.
Strategia Biodiversity (Biodiversità)
Altro elemento chiave del Green Deal europeo, accanto alla strategia Farm to Fork, è la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, presentata dalla Commissione europea nel maggio 2020, con l’obiettivo di intensificare gli sforzi per contrastare le cause dirette e indirette della perdita di biodiversità e di risorse naturali.
In questo ambito assume particolare rilievo il regolamento sul ripristino della natura, che ha lo scopo di ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi, in linea con gli obiettivi della strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030.
Il regolamento mira a definire misure di ripresa riguardanti almeno il 20% delle zone terrestri e il 20% delle zone marine dell’UE entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.
Le norme sono le prime in assoluto a concentrarsi specificamente sul ripristino della natura negli Stati membri dell’UE e fissano obiettivi vincolanti a livello dell’UE per l’azione di ripristino per quanto riguarda:
- habitat terrestri e marini degradati;
- impollinatori;
- ecosistemi agricoli;
- zone urbane;
- fiumi e pianure alluvionali;
- foreste.
Gli sforzi dell’UE per arrestare la perdita di biodiversità e di ecosistemi si basano anche su altre importanti normative: direttive Uccelli e Habitat, direttiva quadro sulle acque, direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.
La strategia “Dal produttore al consumatore” e la strategia UE sulla biodiversità, presentate congiuntamente dalla Commissione nel 2020, condividono molteplici obiettivi e traguardi, ad esempio la riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti, il ripristino dei terreni agricoli e la gestione delle risorse idriche.