Associazione Europea
Cultura Innovazione Sostenibilità

Presentazione del Progetto

I CONSORZI DI TUTELA, PROTAGONISTI VERSO
SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI

Cogliere la sfida della transizione verso sistemi alimentari sostenibili è tra le missioni strategiche che il settore agroalimentare è chiamato ad intraprendere, con il contributo decisivo dei consumatori, in un nuovo millennio che ha esordito all’insegna di cambiamenti repentini dettati, in primo luogo, dall’affermarsi di una rinnovata consapevolezza: il soddisfacimento dei bisogni attuali dell’umanità non può e non deve compromettere la possibilità di assicurare adeguato benessere alle generazioni future.

Ma è anche il principio ispiratore del progetto finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che l’Associazione AECIS (acronimo di Associazione Europea Cultura Innovazione Sostenibilità) – costituita dai Consorzi di Tutela dei formaggi DOP Provolone Valpadana, Piave e Casciotta di Urbino – si propone di cogliere ideando e realizzando una serie di iniziative a carattere divulgativo, formativo, scientifico, rivolte ad un target ampio e diversificato, focalizzate sul legame solido tra lo sviluppo del sistema dei regimi di qualità europei e la naturale inclinazione delle filiere agroalimentari certificate ad implementare principi e pratiche quotidiane di sostenibilità, già implicitamente iscritte nel DNA delle produzioni tipiche locali. 

In quest’ottica, AECIS ha in programma di organizzare una serie di incontri che analizzino in profondità la relazione, sempre più stretta, tra evoluzione e crescita dei prodotti DOP e capacità degli operatori delle filiere produttive di perseguire obiettivi predefiniti legati alle tre dimensioni della sostenibilità (sociale-ambientale-economica). I relatori analizzeranno i punti di forza delle denominazioni e del loro contributo alla sostenibilità, illustrando esperienze di realtà che hanno adottato modelli di comportamento virtuosi, trasferibili, con successo, alla filiera dei prodotti a Indicazione Geografica, nell’ottica di una sua crescita solida e duratura.

L’Associazione Europea Cultura Innovazione Sostenibilità ritiene altresì che, in un’epoca di eccesso di comunicazione in cui trovano spazio molte fake news, una corretta operazione di educazione ed informazione rivolta al grande pubblico non possa che avvalersi di una pluralità di fonti la cui attendibilità deve essere scrupolosamente verificata. Questo per evitare che l’ormai abusato concetto di sostenibilità venga banalizzato e, conseguentemente, “svuotato” del suo significato più profondo. Da qui l’esigenza di strutturare un’opera di sistematica divulgazione, selezionando e proponendo in maniera organizzata, attraverso un sito web istituzionale dell’Associazione (AECIS.it), contenuti basati su dati ed informazioni da fonti affidabili, che accolga: estratti di ricerche scientifiche che mettano in correlazione Indicazioni Geografiche e sostenibilità; esempi di buone pratiche sostenibili (economiche, sociali, ambientali) messe in atto da singoli operatori o da intere filiere produttive; un osservatorio su standard o schemi di certificazione della sostenibilità da cui i distretti produttivi dei prodotti a IG possano mutuare iniziative potenzialmente adattabili al comparto; deliberazioni da parte di Istituzioni su assetti legislativi e politiche da implementare, o da parte di Enti accreditati in merito all’adozione di norme che regolamentano gli indicatori della sostenibilità. Il materiale, organizzato in rubriche e sottoposto a periodici aggiornamenti, sarà tradotto in lingua inglese al fine di poter raggiungere un pubblico potenzialmente ampio.

Alle attività di informazione, AECIS intende inoltre affiancare un programma di formazione rivolto ad operatori della ristorazione e pubblico generico, con appuntamenti mirati che si propongono di condurre i partecipanti alla scoperta dei principali standard e pertanto dei requisiti a cui i produttori debbano conformarsi per ottenere un’ulteriore certificazione di parte terza (oltre alla DOP), visibile al consumatore grazie all’apposizione di un marchio sui prodotti collocati sul mercato a garanzia degli obiettivi di sostenibilità raggiunti. L’azione formativa si propone, tra l’altro, di stimolare un maggiore consumo o utilizzo dei prodotti ad Indicazione Geografica nelle ricette, “portatori sani” di principi e pratiche proprie della sostenibilità.

A questo proposito, AECIS ha tra l’altro ideato un progetto formativo audiovisivo volto a sviluppare le conoscenze dei partecipanti sui temi della sostenibilità e valorizzazione delle Indicazioni Geografiche casearie. Il progetto prevede la realizzazione di video-lezioni formative (distribuite attraverso la piattaforma certificata di e-learning Cisco Webex), sotto la direzione di esperti di comprovata e riconosciuta competenza e con la presenza di rappresentanti dei Consorzi aderenti ad AECIS, ciascuna articolata in due momenti distinti e complementari: un approfondimento teorico, attraverso l’esposizione di contenuti, tramite slide, che illustrano i concetti cardine sui quali si fonda il progetto stesso (in particolare il legame tra IG e sostenibilità); un’applicazione pratica gastronomica, che vede la partecipazione di uno chef impegnato a realizzare ricette utilizzando i formaggi legati ai Consorzi promotori di AECIS, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti DOP nella loro versatilità culinaria, comunicare il legame tra qualità certificata e sostenibilità, rafforzare il posizionamento dei medesimi prodotti presso operatori e consumatori. Le video-lezioni prenderanno avvio con la presentazione degli obiettivi e dei contenuti del progetto formativo, e col trasferire ai discenti, in primo luogo, concetti fondamentali sviluppati nel corso dei diversi appuntamenti (sostenibilità, certificazione, competitività e valorizzazione territoriale), inquadrando altresì il ruolo delle filiere lattiero-casearie DOP nel contesto agroalimentare europeo. In un secondo “step” verranno approfondite le politiche e strategie elaborate dall’Unione europea per favorire la transizione verde (Green Deal, Farm to Fork, Biodiversità 2030), che costituiscono la cornice di un quadro europeo della sostenibilità agroalimentare, analizzando altresì i tre pilastri della sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e la loro traduzione nelle dinamiche gestionali aziendali degli operatori della qualità certificata. Questo approccio divulgativo condurrà i partecipanti a comprendere il contributo che le produzioni a IG forniscono alla tutela del territorio, alla biodiversità, alla coesione sociale e alla competitività economica. La sostenibilità, tuttavia, non può restare relegata alla mera enunciazione di concetti filosofici o astratti, in quanto occorre calarla in una realtà fatta di pratiche sul campo, indici, obiettivi e risultati misurabili. A questo proposito, le video-lezioni offriranno ai discenti una panoramica ed un’analisi comparativa dei principali schemi di certificazione esistenti (o comunque adattabili al settore IG), con focus su indicatori misurabili e verificabili da enti terzi, che necessitano l’integrazione di sistemi di gestione della sostenibilità nelle dinamiche aziendali. Una lezione, in particolare, sarà dedicata al benessere animale nei sistemi di allevamento, tematica sotto osservazione crescente da parte di stakeholder, Istituzioni e cittadini-consumatori, ma anche un’opportunità per il settore zootecnico e agroalimentare a Indicazione Geografica di rafforzare la reputazione delle relative produzioni, grazie alla diffusa implementazione di standard di sostenibilità in questo ambito. Nell’ultima parte, il programma formativo verterà sulla comunicazione al consumatore e sulla valorizzazione dei marchi collettivi, analizzando aspetti che hanno a che vedere con la trasparenza informativa, il posizionamento di mercato e la prevenzione del greenwashing. Fondamentale sarà altresì il confronto finale tra aziende agricole e produttrici, volto allo scambio di buone pratiche, alla definizione di obiettivi comuni e alla pianificazione di una strategia sostenibile integrata, nell’ottica della costruzione di un percorso condiviso di filiera. Questo confronto si intreccerà con il consuntivo dell’intero percorso formativo, effettuato ripercorrendo sinteticamente i contenuti affrontati ed animando una riflessione sugli strumenti operativi emersi e sulle prospettive future per la sostenibilità delle produzioni DOP. In questa fase conclusiva del progetto formativo, AECIS intende dunque favorire la condivisione delle principali buone pratiche e indicazioni per lo sviluppo di strategie comuni tra Consorzi, imprese e territorio.

Al fine di valutare meglio l’attuale livello di conoscenza delle IG, dei claim di sostenibilità e dei relativi elementi rappresentativi sul packaging di prodotto, l’Associazione intende infine effettuare, uno studio quantitativo mirato, attraverso una survey condotta sui consumatori. Partendo da una base di famiglie acquirenti di prodotti IG e sensibili ai suddetti claim, verrà quindi somministrato, ad un numero rappresentativo di persone, un breve questionario attraverso apposite interviste. I risultati verranno elaborati in un report e fungeranno da base per capire quali linee andare a rafforzare nella comunicazione istituzionale di AECIS. Gli stessi risultati costituiranno il punto di partenza per un successivo approfondimento volto a fornire uno strumento di supporto alle aziende produttrici di prodotti a Indicazione Geografica. Questa seconda parte di studio, cercherà di costruire delle proiezioni, sulla base dei desiderata dei consumatori, per dimostrare come l’integrazione di politiche di sostenibilità in sistemi certificati ed in continua evoluzione – nella fattispecie le filiere a IG – possano portare beneficio economico sul lungo periodo all’azienda primaria e di trasformazione, al contesto circostante in un’ottica di sviluppo di una nuova economia sostenibile, senza per questo affievolire, anzi rafforzando, i principi cardine dei regimi europei di qualità.

Con le azioni progettuali sopra descritte, AECIS ritiene di far propri gli input che derivano dall’Agenda 2030 dell’ONU e dal Green Deal europeo con la strategia Farm to Fork, interpretando al meglio anche il ruolo centrale che il nuovo regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche (2024/1143) ha assegnato ai Consorzi di Tutela, rafforzandone le prerogative in materia di sostenibilità.