Animal welfare and the ongoing review of EU legislation
Le tipologie di intervento suggerite dalla Commissione europea nel disegnare la Visione per l’agricoltura e l’alimentazione denotano già a monte una sensibilità delle istituzioni unionali sul tema del benessere animale, tant’è che quest’ultimo si traduce in una responsabilità condivisa tra la Commissione e gli Stati membri dell’UE.
La Commissione propone la legislazione – avvalendosi della consulenza scientifica dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – e aiuta i governi nazionali ad attuarla. La legislazione UE stabilisce standard minimi, ma i governi possono adottare norme più rigorose.
Tra i principi sanciti dal diritto dell’UE vi è quello secondo cui gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni ed emozioni.
Le norme dell’UE rispecchiano le cosiddette “Cinque Libertà”: libertà dalla fame e dalla sete; libertà dal disagio; libertà dal dolore, dalle lesioni e dalle malattie; libertà di esprimere un comportamento normale e libertà dalla paura e dall’angoscia.
A partire dal 2020, la Commissione europea ha avviato un processo di aggiornamento e modernizzazione della legislazione UE in materia di benessere degli animali.
Dopo aver segnato varie tappe del processo riformatore (tra cui i pareri adottati da EFSA nel 2022 e 2023), e traendo input da sondaggi Eurobarometro che denotano preoccupazioni condivise dai cittadini dell’UE sul tema del benessere animale, nel 2025, pubblicando la sua Visione sull’agricoltura e l’alimentazione, la Commissione ha annunciato una fase di consultazione e valutazione d’impatto sulla revisione delle norme sul benessere degli animali negli allevamenti. Nel luglio 2026, la Commissione ha pubblicato la Strategia dell’UE per l’allevamento, che definisce una tabella di marcia per un settore zootecnico sostenibile, competitivo e resiliente, in cui individua misure più concrete volte a migliorare benessere degli animali (per quanto concerne, ad esempio, l’eliminazione graduale delle gabbie per galline ovaiole e polli da carne, il passaggio dalle gabbie ai recinti per i suini, ma anche l’introduzione di indicatori pratici di benessere in azienda e l’introduzione di requisiti di importazione equivalenti conformi all’OMC).